Pot-pourri sulla finitura dei legni

Premessa

Ho copiato e messo in ordine dei post che nel tempo sono apparsi in ordine sparso in questo forum, la difficoltà è stata proprio nell'andarli a ripescare, penso così di aver fatto risparmiare tempo a chi vuole informazioni sull'argomento.


La tecnica tradizionale esatta.

Come ho già detto non esiste la tecnica esatta,
esistono >100.000 maniere diverse perché ogni artigiano ha la sua.

Esistono tecniche più veloci e rozze che danno comunque buoni risultati e tecniche raffinate, lente, quasi estenuanti che danno ottimi risultati.


Carta smeriglio

Il pezzo da rifinire deve essere pulito e sgrassato, si incomincia con della carta a grana grossa, 60-80, si può usare un tampone che può essere di varie dimensioni, la rotoorbitale o le dita, l'importante è togliere tutti i segni della lima e spianare uniformemente.

La seconda passata con una grana più fine 120-160 va data nel senso della fibra, quindi lasciamo perdere la rotoorbitale, il tampone va benissimo e le dita entrano bene nelle parti concave, l'importante è tirare sempre nel senso della fibra.

La terza passata con carta ancora più fine (300 circa) va sempre data nel senso della fibra, ora che comincia ad essere liscio è importante non vedere più i segni, le righe della carta passata precedentemente.

La quarta passata la si dà con carta 500-600 e, in genere, è quella definitiva, va data sempre nel senso della fibra e non si debbono vedere assolutamente i segni delle precedenti passate di carta.

Ora il nostro pezzo è pronto per essere impregnato.


Tinta

Non mi piace appesantire il colore di un legno, se un colore non mi va bene vuol dire che quel legno non va bene, nonostante questa premessa se qualcuno vuole tingere il legno questo è il momento giusto, usate mordente ad alcool o ad acqua, datelo con un pennello o un tampone e aspettate che asciughi bene.

Quando è asciutto una passata con paglietta ed è pronto.

Tenete presente che il pezzo, dando l'olio, si inscurisce e c'è anche la possibilità di usare olii colorati.
Anche la gommalacca inscurisce nella tonalità giallo-bruno.


Tecnica veloce

Si inzuppa con l'olio e si lascia assorbire il legno per alcuni giorni, si passa la carta finissima o la paglietta, si da una seconda mano e si aspetta ancora qualche giorno (anche più di una settimana).

Volendo non è male dare anche una terza mano di olio.

Quando l'olio è stato ben assorbito, dipende dalla durezza e dalla porosità del legno, si da' la cera, poca e molto tirata.

Tirandola, schiacciando, si scalda e penetra nei pori chiudendoli.


Tecnica veloce con olio di lino cotto (di Agnolettig )

Io praticamente per le ex ordinanza uso solo quello.

Si trova facilmente proprio perché utilizzato anche per impregnare le piastrelle di cotto, ma attenzione a non prendere quello "moderno" che è siliconico.

Dopo aver tinteggiato con mordente all'alcool o all'acqua il legno fino ad averlo fatto della tonalità voluta, la superficie va carteggiata fine e/o spagliettato per renderla liscia e lucida pronta per la finitura.
(probabilmente ha invertito perché prima si carteggia e poi si tinge)

Normalmente do una bella passata di olio di lino cotto a pennello sul legno lasciandolo impregnare bene.

Si lascia un paio di giorni ad asciugare e si vede se c'è bisogno di altre passate fino a che non vengono chiusi i pori e la superficie rimane lisssssssia lisssssia e non opaca ma senza fare uno strato a specchio che farebbe la gommalacca che con armi ex ordinanza non ci starebbe bene.

Si smette di dare passate quando si ha l'effetto voluto.

Normalmente nelle mie armi ex ordinanza ho dato da una ad al massimo tre passate.
Lo uso anche per i legni di baionette lasciandolo leggermente più grezzo.

Fra una passata e l'altra consiglio di dare una leggera strofinata a paglietta fine. per non lasciare imperfezioni.

Per lasciare asciugare il legno lo appendo facendo attenzione che le pennellate non facciano delle sbrodolature che starebbero male.


Tecnica molto lunga

Nei manufatti di pregio, ma solo in quelli di pregio, la tecnica era differente.

Dico "era differente" perché un metodo così lungo ora è assolutamente antieconomico, ma i risultati sarebbero eccellenti.

Prima si passa la solita carta smeriglio usando carta sempre più fine ed eliminando le righe lasciate della precedente carta.

Quando si arriva alla 600 si inzuppa con olio di lino crudo (quello vero che è difficile da trovare) si deve inzuppare tantissimo, l'olio penetra e tu lo rinzuppi anche 4-5 volte nel giro di una giornata.

Lasci a riposare per 7-10 giorni in manufatto, l'olio di lino diventa denso (polimerizza) allora si ridà una mano abbondantissima di olio e si passa subito la carta smeriglio 600 sull'olio, la carta 600 con l'olio lavora meno, mangia meno e liscia di più.

La carta si sporca tanto di olio e di microsegatura di legno e forma una pappetta appiccicosa, questa pappetta va lasciata sul manufatto che, tutto unto, appiccicoso e puzzolente sembra una schifezza, il tutto si lascia a riposo per 7-10 giorni, fintanto che l'olio pappettoso diventa denso e poi quasi duro.

Prima si passa a secco una carta leggermente più ruvida ( 500 ) per togliere il grosso della pappetta secca (ma senza arrivare al legno), poi si ricomincia con olio di lino crudo e carta del 600, riformando la pappetta schifosa, naturalmente si deve lasciare seccare il tutto ancora per 7-10 giorni...

Si continua cosi per 3-4 o più volte, l'olio ormai non penetra più nel legno e la pappetta tura i pori, il bello è che la pappetta è assolutamente dello stesso colore del legno e i pori proprio non si vedono più, il legno è liscissimo, lucidissimo e senza pori.

Poi la solita cera o la gommalacca finiscono il tutto.

Se fai il conto del tempo totale che impieghi per fare questo trattamento (minimo 1 mese e mezzo - 2 mesi) ed inoltre considera che la maggiore difficoltà è nel passare la carta fino ad avere un minimo di pappetta, ti renderai conto che il tempo impiegato in lavoro è tantissimo, per questo motivo lo si può applicate solo su oggetti piccoli o relativamente piccoli (un calcio di fucile si, un tavolo no) e capisci anche perché nessuno lo usa più.


Gommalacca (di Ike)

Allora, la gommalacca è prima di tutto una cosa seria.
Talmente seria che molti miti sono nati attorno ad essa.

Prima di tutto ammetto che non scriverò la mia ricetta, tramandata da vari restauratori, perché ho promesso di non dirla.

Ti posso dire che la comune gommalacca si prepara comperandola in scaglie in ferramenta e mettendola a macerare in alcool puro (95%).

La lasci riposare qualche giorno in luogo fresco e asciutto, naturalmente in recipiente ermetico perché l'alcool evaporerebbe, ed è pronta da dare.

Per svelarti qualcosa ti posso dire che ci sono varianti di queste che vengono chiamate "vernicette" che vertono nel mix di alcool ed essenza di trementina, aggiunta di mastice e/o di cera d'api.

Per quanto riguarda le dosi, normalmente si usa un 150 gr di scaglie di gommalacca per litro d'alcool.
(le mie dosi sono leggermente diverse ma qui andiamo sempre nel personale)

Poi se vuoi fare le cose fatte bene io ti consiglio di usare la prima mano 100g per litro da intendersi come turapori, poi andare su una 150 per litro come vernice e una 250 per litro come finitura.
(io faccio al contrario prima uso la soluzione più densa, poi a finire quella più diluita)

Occhio che troverai la scadenza: se leggi in giro, molti scrivono che dopo 6-8 mesi non è più utilizzabile.

Cazzate.

Per i mobili buoni si tiravan fuori barattoli di 4-5 anni, in una specialissima occasione ho visto gommalacca invecchiata 10 anni.

Se conservata a dovere, non si sciupa.

Altra cosa, alcuni la filtrano, fregano un paio di calze alle mogli e la filtrano per togliere le impurità. Io non lo faccio, la maggior parte delle schifezze rimane nel tampone.


Gommalacca

Occorre lasciare piu' tempo possibile a riposo la gommalacca nell'alcool.

Come ha detto Ike i restauratori seri fanno maturare la gommalacca molto tempo, perché' e' migliore.

Anche mesi, la si prepara e si adopera quella pronta di mesi addietro,
cosi' da averne sempre di vecchia da poterne usare all'occorrenza.

La procedura di applicazione classica e' con il tampone.
Io la applico anche a pennello, in particolare la prima mano, ma deve essere molto diluita e tirata.

Si può anche dare a spruzzo come una qualsiasi altra vernice.
(io non l'ho mai fatto ma so' che lo fanno)

In ogni caso, per ottenere la finitura lucidissima e brillante, l'unico metodo e' con il tampone.

Il tampone e' una pezzuola di lino o cotone (fuori) che racchiude a fagotto un'altra pezza di cotone o meglio un piccolo gomitolo di lana (dentro), che ha il compito di tenere assorbita una certa quantita' di gommalacca.
Fa da serbatoio per un rilascio graduale attraverso il lino.

Occorre inoltre anche qualche goccia di olio paglierino, per favorire la scorrevolezza del tampone sul pezzo da lucidare.
( poco mi raccomando !!! )

Il pezzo da finire deve essere preparato con carta smeriglio via via sempre più fine, è importante questo.

Io arrivo alla 600 ma so che gente che fa restauri importanti e che arriva al 1000.

In ogni caso NON CI DEVONO ESSERE RIGHE O SCALFITTURE ANCHE LE PIU' PICCOLE !

La lucidatura consiste dapprima nell'oliatura del legno, con il paglierino, ne uso poco e lo tiro molto.

La prima mano di gommalacca la do' con un pennello morbidissimo,
questa gommalacca la diluisco (ad occhio) a circa il 50% con alcool.

Poi metto i guanti di gomma, altrimenti le mie mani che già sono uno schifo peggiorano sensibilmente.

Seguono applicazioni successive di gommalacca, sfregando con il tampone moderatamente imbevuto di liquido (sempre e solo quello interno) sempre con movimenti regolari e preferibilmente in senso rotatorio, per evitare assolutamente di fermare il movimento del tampone mentre e' a contatto con il legno da trattare.

Infatti, fermandosi, il tampone si incollerebbe immediatamente, sciupando in un attimo la lucidatura.
(in gergo di dice che si brucia)

Per smettere devi diminuire gradualmente la pressione sempre tenendo il tampone in movimento, fintanto che non lo sollevi del tutto.

Con successive mani di gommalacca si arriva a ottenere la lucidatura, dapprima a poro aperto, poi insistendo e spingendo energicamente, al poro saturo e brillante.

Naturalmente occorre un po' di esperienza.... ma si arriva.

I 3 errori da non fare sono:

1) mettere tanta gommalacca nel tampone
2) fermarsi ed alzare di colpo il tampone
3) usare la gommalacca più concentrata alla fine, quando ormai si hanno le balle piene !


Considerazioni

Come ho precedentemente detto i metodi si assomigliano un po' tutti, qualcuno usa percentuali leggermente diverse, altri aggiungono trementina (solvente) o altri olii, ma poco cambia, tenete presente che ad ogni mano il legno si inscurisce e, importante, prima fate delle prove su dei ritagli di legno.


Ciao, Rombaball