Munizionamento Carcano 1891

Munizionamento del Fucile italiano d'ordinanza Mod. 1891

“Una ricerca lunga e travagliata”

 

Recensione di IKE

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Ogive fotografate dalla mia collezione privata.

 

 

Da quando ho iniziato a pubblicare questo sito ed in particolar modo da quando ho iniziato a trattare i '91 ho ricevuto moltissime mail con richieste di informazioni sulla ricarica.

Come se l'italico fucile fosse gelosamente custodito da molti, ma che pochi in realtà lo potessero usare in poligono per carenza di munizionamento.

 

Orbene, mi perdonerete, ma non me la sento di fare da cicerone a chi si cimenta in un'operazione delicata come la ricarica, tanto più che dovrei farlo virtualmente e a distanza. Personalmente ricarico da molti anni, mi diverte, mi piace, mi fa risparmiare e riesco ad ottenere target che non potrei mai ottenere con munizionamento commerciale. Ma non mi sento di insegnarlo o di consigliare dosi di ricarica. Nella malaugurata ipotesi in cui qualcuno si facesse male, ne sarei troppo addolorato.

 

Ma qui non parleremo di ricarica, bensì delle munizioni originali.

 

Munizioni che ho raccolto in questi ultimi 15-20 anni attraverso un minuzioso quanto logorroico processo di persuasione verso chi le possedeva già. Alcuni me le hanno date per amicizia, altre le ho acquistate ai mercatini, con i più reticenti ho insistito fino a farli cedere per sfinimento!

 

Le foto sono mie, le informazioni le ho desunte da vecchie quanto ingiallite dispense militari, riviste del settore e da un'opera di Sergio Zannol, della quale non posso citare il titolo ma solo l'autore in quanto ho solo una parte.

 

Non tratterò nemmeno TUTTI i tipi di munizioni, ma da cronista onesto, solo di quelle che possiedo e quindi conosco. Parlare di cose sconosciute porta solo confusione.

 

Tralascio volutamente la parte inerente le fasi di lavorazione che da un lamierino portano alla formazione del bossolo per via di quella annosa diatriba sulla cottura (o ricottura). Sono dell'opinione che non sia poi così importante.

 

Peraltro parliamo di munizioni ma nel dettaglio analizzerò solo le ogive ed il bossolo standard come componenti separati. Stiamo parlando di munizioni a palla, pertanto soggette a denuncia. Di alcune onestamente non sono in grado di dire se sarebbero detenibili o meno, mi riferisco ad esempio alle cartucce per mitraglia. Per come la vedo io, nel dubbio, meglio non avere tra i piedi materiale ambiguo.

Proverò ad interpellare il buon Edoardo Mori, pregustando una risposta inneggiante al mitico "sarchiapone da guerra".

 

 

Bossolo ordinario per armi modello 91 in calibro 6,5 x 52.

 

Lo studio e la successiva messa a punto è opera della Fabbrica d'Armi di Brescia, che inizialmente predispone un bossolo di tipo Rimmed, ovvero con orlo del fondello in risalto, per poi passare nella definita versione del Laboratorio Pirotecnico di Bologna al tipo Rimmless, quindi con fondello dotato di solco di scanalatura per l'incastro con l'unghia estrattrice.

L'innesco è naturalmente del tipo Berdan e sul fondello si trovano alcuni codici, ma ne parleremo un'altra volta.

Per quanto riguarda dimensioni e peso, le foto parlano da sole:

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 Cartuccia a pallottola mod. 1891-95 per armi modello 91.

 

Non possiedo le munizioni originali sviluppate da Luigi Scotti e ritengo che siano assai rare. Questa è la variante (sviluppata nel 1895) definita "ordinaria", che in una prima fase fu caricata con grani di balistite, successivamente (con l'avvento dei mitragliatori) con tubetti di solenite, ritenuta più stabile in quanto più lenta.

Gli inneschi sono del tipo Berdan e la palla ha un nucleo in piombo e incamiciatura in lega di maillechort (dal nome del francese che l'ha inventata, è una lega di rame, zinco e nichel impiegata oggi in in orologeria: è meno ossidabile dell’ottone e più duttile), aperta al fondello, del peso di 10,45 grammi.

Ne ho di due tipi, probabilmente provenienti da due produttori diversi, identici per dimensioni e peso, differiscono solo per la strisciolina nella parte inferiore che verrà poi coperta della crimpatura.

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 Cartuccia a pallottola frangibile per armi modello 91.

 

Ne esistono alcune varianti, destinate all'uso presso i Tiro a Segno Nazionali. Erano caricate in balistite in grani ma con carica ridotta al 60% circa rispetto alla cartuccia a pallottola ordinaria, tanto da necessitare di un "pallino" di cotone tra la polvere e l'ogiva. L'ogiva nei primi tipi era costituita da un piccolo bossolo in maillechort chiuso al fondello e terminante con una piccola ogiva in piombo. All'interno erano presenti pallini di piombo. Nei tipi successivi la piccola ogiva non era visibile in quanto il piombo era interno. Ne possiedo anche di un terzo tipo del quale disconosco la fattura, ma ad una sommaria analisi sembra molto simile al secondo tipo.

La definizione "frangibile" si riferisce alla caratteristica peculiare dell'ogiva: quando impatta contro il bersaglio si apre e si schiaccia escludendo rimbalzi pericolosi.

 

1° tipo:

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 2° tipo:

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?° tipo:

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Naturalmente ogni segnalazione utile a capire tipologia, produttore ed poca sarà ben accetta!

 

 

Cartuccia a pallottola frangibile modello 37 per armi modello 91 tipo Magistri.

 

E' sostanzialmente come la cartuccia a pallottola frangibile, ma l'ogiva contiene sabbia e piombo.

La carica viene ridotta al 55-58% rispetto alla cartuccia a pallottola ordinaria.

La parte terminale dell'ogiva tende ad avere un diametro minore, cosa che le dona un'insolita immagine "parabellum".

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Cartuccia per tiro ridotto con cappellozzo e pallottolina per armi modello 91.

 

Lo scopo di questa munizione era il tiro di addestramento dei reparti in luogo chiuso. E' costituita da un bossolo in ottone senza fondello unito tramite filettatura ad un tubetto in acciaio con il fondello. Al fondello viene applicato un cappellozzo quale carica ed anteriormente viene montata una pallottolina in piombo. Effettuato lo sparo è possibile sostituire il cappellozzo esploso con uno nuovo e montare una nuova pallottolina.

Purtroppo non ho questa munizione, rara in quanto destinata all'addestramento reclute e molto probabilmente uscita dalle caserme in limitatissime occasioni, ho solo i cappellozzi, che poi dovrebbero essere quelli che si utilizzavano per i Balilla. E' meglio di niente!.

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Cartuccia per tiro ridotto modello 39 per armi modello 91.

 

Simile alla cartuccia per tiro ridotto con cappellozzo e pallottolina non può essere ricaricata non avendo il cappellozzo ma il tradizionale innesco tipo Berdan.

La pallottola è costituita da un tubetto in ottone alla cui estremità è inserita la pallottolina.

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Cartuccia a pallottola per armi modello 91 ridotta per Società di Tiro a Segno Nazionale.

 

E' una munizione appositamente studiata per essere più economica e meno lesiva per le armi. Risparmio nella produzione delle munizioni e risparmio nell'usura delle armi. Ho qualche perplessità sulla precisione ma non credo sia importante parlarne adesso.

Il bossolo in ottone è simile all'ordinario ma ha il colletto più lungo, in modo da poter accogliere un'ogiva più corta. L'ogiva è incamiciata in lega di maillechort ed è come detto più corta, più leggera (internamente presenta sabbia e piombo) e di diametro minore per non "stressare" la rigatura della canna.

L'ogiva era dipinta di verde, su quella fotografata ne rimangono solo tracce.

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Cartuccia da salve mod. 1891-95 per mitragliatrici tipo Magistri.

 

E' una munizione appositamente studiata per essere economica ma non lesiva, in quanto nella prima versione (che non possiedo), si trattava di una falsa cartuccia interamente in ottone in un unico pezzo, chiusa mediate graffatura all'estremità anteriore. Di fatto al momento dello sparo si apriva lasciando uscire i gas della combustione e forzando il moto dell'otturatore.

Nella versione successiva, quella in foto, l'ogiva è costituita da limatura di piombo avvolta da un lamierino molto sottile di ottone. Alla base c'è una borretta in feltro che scongiura la fuoriuscita della limatura di piombo (una volta ne ho aperta una che aveva al posto del feltro un dischetto di legno, ma non avendola più non posso allegare foto). L'ogiva si apriva non appena lasciata la volata della mitragliatrice.

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Cartuccia a mitraglia mod. 1891-95 per armi modello 91.

 

La cartuccia a mitraglia è progettata per uso di polizia. Tecnicamente è un'ogiva in ottone che all'uscita dalla volata si apre lasciando uscire alcuni proiettili in piombo. In situazioni di "guerriglia urbana" è assimilabile agli attuali proiettili a pallettoni.

Inizialmente l'ogiva in ottone era chiusa ad entrambi i lati (non possiedo questa ogiva), successivamente, sembra nel periodo della seconda guerra, viene allungata ed aperta sia nella parte terminale lasciando visibile il piombo interno, sia nella parte posteriore (quella in foto).

 

 

Nella versione successiva, quella in foto, l'ogiva è costituita da limatura di piombo avvolta da un lamerino molto sottile di ottone. Alla base c'è una borretta in feltro che scongiura la fuoriuscita della limatura di piombo (una volta ne ho aperta una che aveva al posto del feltro un dischetto di legno, ma non avendola più non posso allegare foto). Non appena sparata l'ogiva si apriva non appena lasciata la volata della mitragliatrice.

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Cartuccia da salve mod. 1891-910 per armi modello 91.

 

Adoro questa munizione. In effetti è una delle prime che sono riuscito a trovare. Studiata per il tiro di addestramento è costituita da un'ogiva in legno di pioppo cava all'interno. Nella prima versione era dipinta di arancione (non la possiedo), nella successiva, quella in foto, di rosso.

A prima vista può sembrare una munizione estremamente povera e semplice, ma chi ha una minima esperienza nel settore è ben consapevole di quanto lavoro comporti creare un'ogiva in legno al tornio, scavarne l'interno, fare la punta e montarla su di un bossolo in ottone senza che si rompa.

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Cartuccia a pallottola luminosa-incendiaria per armi modello 91 e per mitragliatrici.

 

Ed alla fine della rassegna non poteva mancare il tracciante.

Esteticamente l'ogiva è simile a quella ordinaria se non per la lunghezza che è leggermente maggiore. E' costituita da un piccolo bossolo in maillechort aperto al fondello e terminante con una piccola ogiva in piombo che si intravede da una limitata apertura nella parte terminale.

All'interno è presente una sostanza chimica (fosforo? tiro a indovinare) che incendiandosi crea la scia luminosa che tanti ragazzi hanno ammirato durante il servizio di leva. Poiché la temperatura raggiunta è altissima (intorno ai 2000 gradi centigradi) la pallottola diviene anche incendiaria. Non ho notizie sul fatto che questa seconda caratteristica sia stata voluta in fase di progetto e sviluppo o sia semplicemente una conseguenza della prima. Ma ammetto di sospettarlo fortemente.

Per facilitare l'identificazione l'ogiva era dipinta di un bel rosso scuro.

Sulla mia purtroppo, dati i numerosi decenni che sono passati dalla sua produzione, ne rimangono solo poche tracce visibili per lo più con la lente da studio.

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 E qui termina la rassegna delle munizioni che conosco. Concludo citando a memoria altri tipi di munizione dei quali ho sentito parlare ed ho letto ma che non possiedo, riservandomi di aggiornare la pagina man mano che riuscirò a reperirli:

 

- Cartuccia a pallottola mod. 91-95 per tiri di esattezza con armi modello 91;

 

- Cartuccia da esercitazione mod. 91-95 per armi modello 91;

 

- Cartuccia a pallottola mod. 91 per prova forzata di armi modello 91;

 

- Cartuccia da lancio per bomba Benaglia e per tromboncino calibro 22 mm e 30 mm;

 

- Cartuccia a pallottola perforante per armi modello 91 e per mitragliatrici;

 

- Cartuccia a pallottola perforante-incendiaria per armi modello 91;

 

- Cartuccia da aggiustamento;

 

- Cartuccia incendiaria BTS;

 

- Cartuccia da manipolazione.

 

- Cartuccia speciale per gare di tiro a segno con armi modello 91;