Il Kentucky rifle

Il fucile "Kentucky"

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Descrivere la storia del “longrifle” americano, comunemente ma non correttamente noto come “Kentucky”, vuol dire approfondire un significativo pezzo di storia degli Stati Uniti d'America, da prima della Guerra d'Indipendenza fin quasi ai giorni nostri. Ma la definizione più efficace l'ha data il capitano John GW Dillin nella dedica sul suo fondamentale libro del 1924, “The Kentucky Rifle”.

"Da una barra piatta di ferro dolce, forgiata a mano in una canna di fucile, faticosamente forata e rigata con rozzi strumenti, dotato di uno calcio scavato da un acero preso dalla foresta vicina e fornito di un azione modellata sull'incudine, uno sconosciuto fabbro, in un negozio per lungo tempo in silenzio, ha foggiato un fucile che ha cambiato il corso della storia del mondo, ha reso possibile l'insediamento di un continente e, in ultima analisi, liberato il nostro paese dalla dominazione straniera. Leggero, con una linea accattivante, economico, fatalmente preciso, distintamente americano, ebbe una popolarità immediata,. E per un centinaio di anni rimase un modello, spesso leggermente variato, ma mai cambiato radicalmente”.

Il “longrifle” venne sviluppato nella frontiera americana, principalmente a Lancaster in Pennsylvania, a partire dal 1700. Nei primi anni del 18° secolo infatti, parecchi nuovi emigranti di origine tedesca e svizzera si stabilirono nel “Nuovo Mondo”, principalmente in Pennsylvania. Essendo l'arma lunga l'attrezzo più utile da quelle parti, alcuni di loro iniziarono a costruire fucili, utilizzando come modelli quelli che si erano portati dalla madrepatria.

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Lo Jaeger tedesco può essere considerato il padre del “longrifle”. Erano a canna rigata, contrariamente ai modelli diffusi fino a quel momento, a canna liscia, perchè nei paesi di origine degli armaioli, il centro Europa, Germania, Austria,Svizzera e Tirolo, la canna rigata si produceva da sempre, fin dal 1400. All'inizio era forse solo un modo per ovviare all'accumulo di fecce dovuto all'utilizzo della polvere nera, successivamente ci si accorse che le rigature stabilizzavano meglio la palla e rendevano il tiro più preciso. Solo nel 1747 però il fisico inglese B. Robbins fece i primi studi balistici, dando una spiegazione scientifica al fenomeno. Pian piano il nuovo modello di fucile si diffuse tra le colonie americane, seguendo il percorso della “Great Wagon Road”, la principale via di comunicazione del tempo che partiva da Philadelphia in Pennsylvania e terminava ad Augusta in Georgia. Parecchi laboratori di armaioli sorsero lungo quella strada e tra i primi di cui si ha notizia certa c'è Adam Haymaker, molto attivo nella valle dello Shenandoah, nel nord della Virginia. Altri centri di produzione furono anche Christian's Spring in Pennsylvania e la zona di Salem nella Carolina del Nord. Il laboratorio di Martin Meylin (Mylin) fu costruito nel 1719, ed è qui che l'armaiolo mennonita svizzero-tedesco realizzò alcuni dei primi, ma forse proprio il primo, fucile Pennsylvania. L'edificio si trova ancora oggi a Willow Street, in Pennsylvania, sul percorso conosciuto come Long Rifle Road. La Lancaster County Historical Society possiede originale "longrifle" costruito da Meylin che è stato tramandato all'interno di un famiglia per sette generazioni prima di essere donato al museo a metà del 20° secolo. Un documento che descrive la storia della Armeria Meylin e la struttura del negozio è disponibile online sul sito della Millersville University.

I “longrifles” erano generalmente armi di alta qualità, specialmente quelli costruiti da Jacob Deckart, avevano calibro compreso tra il .60 e il .75, canna ottagonale lunga tra 30” e 36”(76,17cm, 91,4cm). Le calciature erano adattate secondo il legno disponibile, principalmente acero da cui il particolare aspetto “tigrato” (Tiger stripe), con l'immancabile “patchbox” sulla pala del calcio atta a contenere pezzuole, palle e piccoli attrezzi e quant'altro necessitasse. L'accensione era naturalmente a pietra focaia.

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Ben presto ci si accorse che calibri grossi comportavano notevoli cadute di traettoria che dovevano essere compensate dal tiratore. Se questo era agevole nelle lande boscose del territorio europeo, piene di punti di riferimento, nelle praterie americane questo non era più possibile. Pertanto il calibro cominciò a ridursi in maniera da avere un tiro più teso e nel contempo le canne cominciarono ad allungarsi, in maniera da bruciare meglio la polvere. Si arrivò quindi all'uso generalizzato di calibri tra il .36 e .50 con lunghezze di canna fino a 42” (106,5 cm) ed iniziò l'uso generalizzato del nome “Long Rifle” o “Plain Rifle” per definire questa tipologia di armi. Il calibro minore dava anche il vantaggio che, a parità di peso trasportato, si potevano avere molti più colpi a disposizione.

Chiaramente erano armi pensate per la caccia, anche se poi i coloni le utilizzavano per tutto, per difendere gli insediamenti dagli attacchi degli indiani oppure se li portavano in guerra, nelle battaglie che opposero per anni i coloni americani contro le truppe inglesi prima, durante e dopo la Guerra d'Indipendenza.

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Da questo punto di vista il “longrifle” era penalizzato da un caricamento più difficoltoso rispetto, ad esempio, al contemporaneo Brown Bess a canna liscia in dotazione alla fanteria inglese. Quest'ultimo aveva una cadenza di tiro tre volte superiore al “longrifle”, essendo più facile da caricare e potendo utilizzare le cartucce di carta, involucri contenenti polvere e palla da strappare con i denti per poi versarne il contenuto nella canna. Per contro il “longrifle” era notevolmente più preciso e con una gittata utile quattro/cinque volte superiore. Infatti mentre i moschetti inglesi a canna liscia, ma anche i vari “trade musket”, erano efficaci fino a 70 metri circa, un “longrifle” poteva colpire efficacemente un bersaglio umano o un orso fino a 400 metri.

Dalle memorie del Maggiore inglese G.Hanger si legge:

<<..... Il Generale Tarleton ed io stavamo osservando la zona per annotare la disposizione del nemico, quando uno di questi "riflemen", avendoci riconosciuti come ufficiali, attraversò lesto la gora, si sdraiò a terra e sparò verso di noi. La palla passò,sfiorandoci, tra il generale e me, uccidendo il cavallo del trombettiere appena dietro a noi. Ho misurato a passi più volte la distanza,che è di 400 yards(367m)...... >>

Il nome del fucile arrivò solo con la guerra Anglo-Americana del 1812-1814, durante la battaglia di New Orleans del gennaio 1815. Cinquemila americani al comando di Andrew Jackson, sconfissero gli inglesi in quella che fu detta la “La Battaglia Inutile”. Della truppa U.S.A. facevano parte 800 soldati regolari ed il rimanente erano volontari, fra questi vi erano circa duemila frontiersmen della Ohio Valley, la maggioranza veniva dal Tennessee ed un esiguo numero dal Kentucky e da altri luoghi.
Un decennio dopo, prese fama una ballata,che cantava delle gesta dei volontari del Kentucky in questa battaglia , dimenticando tutti gli altri:

The hunters of Kentucky ,or the battle of New Orleans”


-But Jackson he was wide awake,

And wasn’t scar’d at trifles,

For well he knew what aim we take,

With our Kentucky rifles.-

 

All'epoca molti fucili venivano trasformati passando dal sistema di accensione a pietra focaia a quello a luminello, molto più pratico e veloce, oltre che sicuro.

Ma il fucile si stava evolvendo verso un progressivo accorciamento della canna, per essere più pratico e maneggevole, passando ai modelli “hawken” con canna da 30” o meno. I “longrifles”, quindi vennero pian piano soppiantati dai modelli a retrocarica, anche se nelle regioni dei monti Appalachi continuarono ad essere utilizzati per tutto l' '800 e nei primi anni del 1900. Ancora oggi, nel 21° secolo esiste una quantità di piccoli armaioli artigiani che perpetuano la tradizione dei “longrifles”, costruendo a mano nuovi fucili che trovano sempre mercato tra gli amanti di questa arma che è stata importantissima per l'evoluzione della nazione americana.

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