Garand

US Rifle Caliber .30 M1

GARAND

“Baci l'arma!”

 

Recensione di IKE

 

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Arma fotografata dalla mia collezione privata.

 

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Chi come me è stato sotto le grinfie del glorioso Esercito Italiano prima dell'adozione dei Beretta AR70 (metà degli anni '90), e non è così anziano da aver avuto in dotazione i '91, si è trovato a passeggiare nei turni di guardia da solo con in braccio il suo Garand. E quanti di noi si sono feriti al pollice?

E a molti imbranati come me, durante le prove di un picchetto d'onore, se è caduto il fucile, è capitato di sentirsi ordinare "baci l'arma!".

 

 

STORIA:

 

Quello che viene ormai unanimemente chiamato il Garand in realtà è l'US rifle caliber .30 M1, ha semplicemente preso il nome dal suo ideatore, John Cantius Garand.

John Cantius Garand era un ingegnere nato in Canada (St. Remi) il 1 gennaio 1888 e deceduto all'età di 86 anni.

Non è ben chiaro come abbia acquisito il titolo di ingegnere dato che risulta abbia abbandonato gli studi all'età di 12 anni, fattostà che per spiccate doti progettuali nella meccanica applicata alle armi nel 1919 venne assunto alla Springfield Armory.

Per circa 15 anni si dedicò alla progettazione ed alla messa a punto dell'arma che avrebbe dovuto sostituire i P17 e i 1903, fino a quando, nel 1936 entrò in produzione l'M1, definito dal Generale Patton "the greatest battle implement ever devised", letteralmente il più grande strumento da battaglia mai inventato.

 

Molto famosa è questa foto che lo ritrae assieme al Maggiore Generale Wesson e al Brigadiere Generale Stewart.

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Come sempre venne stabilito dapprima il calibro, e deciso che doveva trattarsi del 30.06, l'ennesimo prototipo T1E2 nel 1933 divenne il 30M1.

L'adozione si ebbe nel gennaio del 1936.

I primi esemplari però pare presentassero un malfunzionamento dovuto al dimensionamento della presa gas, pertanto non erano rari gli inceppamenti.

Modificata quest'ultima, la versione riveduta e corretta, e pertanto definitiva, venne presentata nel 1939.

 

La produzione venne affidata alla Springfield Armory e alla Winchester Repeating Arms.

Ne sono stati prodotti circa 4 milioni.

 

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Alla fine della WWII è stato adottato dagli eserciti di numerosissimi paesi come Italia, Bolivia,  Messico, Cipro,  Etiopia, Filippine,  Turchia, Grecia, Guatemala, Haiti, Giappone,Honduras, Indonesia, Yemen, Cile, Iran,  Corea del Sud, Liberia,  Norvegia, Costa Rica, Pakistan, Panama, Austria, Brasile,Taiwan, Tailandia e Vietnam.

 

E' stato impiegato dall'esercito americano dalla WWII sino alla guerra di Corea, dove venne rimpiazzato dalle più maneggevoli M14.

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Come è intuibile di un'arma tanto innovativa e a suo modo geniale sono stati fatti alcuni "cloni", talvolta cercando di limitare pesi ed ingombri, talvolta cercando di migliorare le funzionalità balistiche.

 

Nel 1945 vennero approntate anche due versioni di Garand per i tiratori scelti, ovvero dotate di ottica di puntamento: si tratta dell'M1C e dell'M1D.

I due differivano per l'attacco dell'ottica: nel primo caso il castello era stato forato e filettato, nel secondo l'attacco veniva saldato. Differivano altresì talvolta per lo spengifiamma.

Gli attacchi erano naturalmente montati lateralmente dato il metodo di caricamento in clip portacolpi bifilare dall'alto.

Entrambi montavano ottica di puntamento M84.

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Tra le vecchie carte di un Maresciallo che aveva frequentato la scuola armaioli EI ho trovato una parte del manualetto di manutenzione del Garand, purtroppo manca buona parte, ma dovrebbe essere completa la parte sugli sniper. Clicca qui per visualizzarlo.

 

 

IL GARAND E L'ITALIA:

 

Terminata la WWII, anche l'Italia, come molti altri stati, adottò il Garand come arma d'ordinanza. Inizialmente venne adottato con la denominazione di Modello 51, ma successivamente su apposita licenza venne concesso di poterlo produrre autonomamente.

I produttori furono Beretta e Breda, e proprio presso la Beretta, presero vita i BM59, variante ideata dal progettista Ing. Domenico Sanza, capace di tirare a raffica, molto più leggero, camerato in 7,62 x 51 mm NATO e con caricatore da 20 colpi.

 Ne vennero approntate diverse versioni:

 - Il BM59 mod. I, semplice con calciatura in legno:

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- Il BM59 mod. II, con calciatura in legno e dotato di impugnatura a pistola. Mai adottato venne venduto all'esercito nigeriano.

- Il BM59 mod. III, con calciatura metallica reclinabile e tromboncino fisso, destinato alle truppe alpine, e una versione con tromboncino amovibile destinata alla Folgore.

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- Il BM59 mod. IV, con calciatura in materiale plastico e canna pesante. Fu concepito per l'utilizzo di mitraglaitore leggero di supporto, ma non fu mai adottato e svenduto all'esercito nigeriano.

 

Resta inteso che il "vecchio Garand", in configurazione originale, non può mancare in collezione, perché oltre ad essere pregno di storia e dotato di un fascino che lo rende unico, è onestamente anche molto divertente in poligono.

 

 

SPECIFICHE TECNICHE:

 

John Cantius Garand lavorò per quasi due decenni per mettere a punto il sistema su cui si fonda il funzionamento del fucile M1, ovvero il recupero dei gas (sistema di sottrazione dei gas)

 

In pratica una parte dei gas prodotti dalla combustione della polvere vengono canalizzati da un'apertura (un piccolo foro vicino alla volata) che automaticamente spingono indietro un pistoncino solidale alla manetta di armamento. Questo fa svolgere all'otturatore la semirotazione che lo svincola, riarmando il cane ed espellendo il bossolo vuoto retto della generosa unghia estrattrice.

 

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                                                                                                                               Particolare del foro di presa gas.   

  

  

 

A questo punto una lunga molla di recupero fa fare il percorso inverso alla manetta di armamento che obbliga l'otturatore a ritornare nella posizione di chiusura dopo aver prelevato un nuovo colpo dalla clip ed averlo posizionato nella camera di scoppio.

Descritto così potrebbe sembrare un sistema complicato e "delicato", io stesso fui portato a pensare che dopo lunghe sessioni di sparo la presa gas potesse otturarsi a causa dei residui della combustione della polvere, compromettendo tutto il ciclo di circolazione dei gas. In pratica non è così. Anche dopo lunghissime sessioni di tiro (oltre 250 colpi da me ricaricati con polveri da caccia a basso costo che lasciano notevoli residui) il sistema continua egregiamente a funzionare nonostante lo stupore nel constatare in che condizioni siano canna, sistema di scatto e molla di recupero.

John Garand è stato indubbiamente un grande progettista, e non fatico a immaginare quante prove abbia dovuto fare per dimensionare il sistema di sottrazione gas per renderlo affidabile a tal punto.

 

L'alimentazione avviene tramite clips metalliche bifilari contenenti 8 proiettili, esauriti i quali l'arma rimane con l'otturatore aperto pronto ad accogliere una nuova clip (e a mangiarti il pollice!!!).

La clip (piena o contenente ancora proiettili) può essere estratta mediante la pressione del meccanismo di sgancio presente sul lato sinistro dell'azione.

A questo punto è doveroso parlare della leggenda sviluppatasi attorno al rumore metallico delle clip.

La stessa viene espulsa dalla sede sparato l'ultimo colpo.

Cadendo a terra produce un rumore metallico inconfondibile.

La leggenda narra che in azione il nemico attendesse di sentire questo rumore per attaccare sapendo che il povero utilizzatore del Garand aveva l'arma scarica.

Ragionevolmente è una bufala messa in giro dai detrattori di questa arma in quanto risulta poco credibile che in battaglia si potesse distinguere il rumore di una lastrina metallica che impatta col suolo, non è però da escludere che talvolta sia potuto accadere.

 

 

LA MUNIZIONE CALIBRO 30.06:

 

Si dice derivi direttamente dalla modifica del .30 Krag risalente alla fine del 1800.

Ha subito nel corso del tempo molte modifiche, partendo da una munizione rimmed lunga circa 65 mm con palla round nose crimpata fino a diventare rimless non crimpata lunga 63.25 mm con palla spitzer da 150 grani che conferisce all'M1 una velocità in volata compresa tra circa 850 e 870 m/s e una gittata di circa 500 m.

 

 

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                                                                                   Munizioni commerciali attuali destinate alla caccia al cinghiale.

 

 

 

 

Per i tiratori scelti erano disponibili pacchetti particolari con palla da 168 grani, ritenuta più stabile sulle lunghe distanze.

 

 

CARATTERISTICHE TECNICHE:

 

PRODUTTORE: Springfield Armory e alla Winchester Repeating Arms e molte altre (vedi tabella riepilogativa relativa alla fabbricazione)

MODELLI: M1A, (MIC e M1D  versioni sniper).

TIPOLOGIA: Fucile semiautomatico a sottrazione di gas.

CALIBRO:     30.06 springfield.

CARICATORE: clip metallico bifilare contenente 8 colpi

SICURA: Manuale inserita nel ponticello del grilletto che agisce sul grilletto e sul cane.

MIRE: Diottra regolabile in elevazione e deriva e mirino a lama dotato di alette di protezione fissato in volata a coda di rondine.

MATERIALI: Azione in acciaio scavata dal pieno , acciaio brunito e calciatura in legno.

CANNA:                     M1A           mm 610 – 4 righe destrorse a passo costante.

                                 M1C/D       mm 610 – 4 righe destrorse a passo costante.

                                                  

DIMENSIONI:             M1A            lunghezza totale mm 1107

                                                  peso con caricatore e cinghia di traporto gr. 4300

                                 M1C/D        lunghezza totale mm 1107

                                                  peso con caricatore, cinghia di traporto e ottica gr. 5330

 

Storia del "mio Garand"

 

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