Winchester 70 Stealth II

“Non solo lever action”

 

b_650_250_16777215_00_images_recensioni_Winchester_70_Stealth_stealth_1.jpg

Arma fotografata dalla mia collezione privata.

Recensione di IKE

 

PREMESSA:

La parola Winchester evoca i mitici fucili a leva protagonisti di ogni film western che si rispetti. Ogni cowboy della prateria, buono o cattivo, era accompagnato dal suo fido Winchester, oltre che dal luccicante revolver Colt.

Il modello 94 ha certamente segnato un'epoca per la casa di New Haven.

b_650_250_16777215_00_images_recensioni_Winchester_70_Stealth_Win_94.jpg

Ma fin dai primi anni '20, scopiazzando soluzioni tecniche da armi ben collaudate come Mauser e Springfield, anche la Winchester si cimenta nella produzione di fucili che oggi chiameremmo bolt-action, ma che all'epoca erano destinati alla caccia "varmint", ovvero piccola selvaggina. La necessità di adattarsi ai tempi era dettata dall'introduzione sul mercato di armi ad otturatore girevole scorrevole, certamente più performanti dei modelli monocolpo o lever action.

Negli anni successivi ebbe inizio la concorrenza in questo settore tra le due maggiori case produttrici statunitensi: la Remington, che produceva il modello 700, fortemente ispirato al Pattern P17 e la Wincester con il modello 70, riconducibile come detto alla Springfield 1903. Come sempre faccio notare che la fonte ispiratrice del progresso armiero è da rilevarsi nelle armi ex ordinanza.

L'otturatore girevole scorrevole, vera innovazione introdotta da questi due modelli, è una rivisitazione del sistema Mauser, con due imponenti tenoni in testa che assicurano una tenuta capace di sopportare elevatissime pressioni e un sistema di estrazione riveduto e corretto, che evita il problema della doppia alimentazione, impegnando il fondello all'inizio della corsa e permettendo di estrarre la munizione anche senza aver serrato completamente l'otturatore.

Ma nel corso del tempo le produzioni del modello 70, invece di migliorare e progredire ebbero un decadimento progressivo ed inesorabile, portando i consumatori a preferire in concorrente Remington, sia per qualità che per il prezzo notevolmente inferiore.

Vicende sfortunate, dettate da crisi economiche, scelte aziendali sbagliate ed il successivo passaggio di proprietà del marchio Winchester alla attuale USRAC, hanno ricondotto il modello 70 ai vertici della categoria.

Subito dopo l'acquisizione, la nuova dirigenza riprese il progetto del primo modello 70 innovando l'otturatore con il sistema di estrazione denominato CRPF, ovvero Controlled Round Push Feed; siamo nei primi anni del nuovo millennio, ed ha inizio la rinascita della Winchester, decaduta e derisa, con l'innovazione della gamma al top dei fucili destinati al tiro di precisione.

Il nuovo sistema ha evidenti e incoraggianti vantaggi rispetto a quelli comunemente presentati dalla concorrenza: evita come detto il noiosissimo problema della doppia alimentazione, consente al tiratore di dosare la forza di espulsione senza dover andare a cercare in ogni dove i bossoli espulsi e non da ultimo, permette di inserire un colpo alla volta in canna senza necessariamente dover far passare la munizione dal serbatoio. Inutile dirlo, tutte caratteristiche ben gradite al tiratore agonistico. Ho personalmente visto Remington 700 ai quali amici tiratori avevano tolto l'unghia estrattrice, essendosi stufati di dover abbandonare la postazione per cercare i bossoli espulsi a distanza di metri. Ma si sa, i tiratori sono strane anime che vagano per i poligoni di tiro.

b_650_250_16777215_00_images_recensioni_Winchester_70_Stealth_stealth_3.jpg

Facciamo un piccolo passo indietro, perché queste innovazioni non sono avvenute repentinamente, ma per gradi.

La versione precedente dell'arma qui recensita è lo Stealth. Il Winchester 70 Stealth, già presentava alcune soluzioni tecniche introdotte dalla casa di New Haven, sempre riconducibili all'otturatore, denominato sistema CRF (Controlled Round Feed). Questi due sistemi differiscono per il modo in cui vanno ad impegnare la munizione e per il sistema di espulsione. Il più vecchio ha un anello chiuso sulla faccia dell'otturatore e un'unghia a lamina, oltre che un perno espulsore a molla, nel più recente l'anello è aperto divenendo un semicerchio e scompare il perno. L'espulsione avviene mediante una lamella solidale al castello che scorre in una fresatura presente sulla faccia dell'otturatore. Altra differenza rilevabile è il sistema di sfogo dei gas. L'otturatore CRF presenta un solo e più grande foro di scarico, del diametro di circa 5 mm, mentre il CRPF ne riporta due allineati distanti circa 20 mm e del diametro di poco più di 3 mm cadauno.

Nel vecchio sistema in caso di rottura del fondello della munizione i gas avrebbero trovato sfogo da un solo foro di uscita verso la fresatura sinistra del castello, mentre nella versione più recente da due fori verso il basso, ovvero nel serbatoio.

b_650_250_16777215_00_images_recensioni_Winchester_70_Stealth_stealth_4.jpg

Il sistema CRPF viene introdotto sulla nuova versione dello Stealth, commercializzata dal 2003 e denominata Wnchester 70 Stealth II.

b_650_250_16777215_00_images_recensioni_Winchester_70_Stealth_stealth_2.jpg

Non che il buon vecchio Stealth fosse un'arma scarsa, era anzi molto apprezzata, ma nella seconda versione vengono apportate alcune piccole modifiche, come detto ad esempio il sistema CRPF, che non solo eliminano alcune lacune, ma la rendono un'ottima alternativa ad armi da tiro ben più costose dello stesso segmento.

Nella precedente versione il tappo del serbatoio ed il ponticello erano due parti distinte, mentre nella successiva sono un unico pezzo coeso mediante due viti con testa a brugola.

b_650_250_16777215_00_images_recensioni_Winchester_70_Stealth_stealth_6.jpg

Differente è anche la volata. Quella della prima versione è concava e liscia, mentre quella dello Stealth II ha una fresatura che rende la corona ribassata e inclinata verso l'interno.

b_650_250_16777215_00_images_recensioni_Winchester_70_Stealth_stealth_5.jpg

Le calciature, in materiale composito Bell & Carlson dotate di bedding, sono a mio parere carenti entrambe: quella della prima versione era completamente liscia, dritta e aveva una pistola molto grande, addirittura fastidiosa, a me personalmente ricorda molto quella del concorrente Remington 700. La calciatura della Stealth II è più snella, a buccia d'arancia, leggermente più piegata e la pistola è molto più sottile, fastidiosa anche questa perchè adesso è troppo piccola. Geniale è la scelta di introdurre la zigrinatura per una presa solida e sicura: come se ci fosse il problema di dover stringere forte un fucile da tiro fermo sul rest. Inutile oltre che inguardabile.

La nuova canna, in acciaio al carbonio, è lunga 66 cm (26 pollici) ed ha un diametro molto imponente: ben 22,5 mm. Di certo questa caratteristica è la causa del peso dell'arma nuda: oltre 4,5 kg.

Il passo di rigatura è 1/10", che permette l'utilizzo di una vasta gamma di palle a partire da 168 fino a 190-200 grani. I migliori risultati li ho ottenuti con sia con le Sierra Match da 168 che con le 175 grani, ricaricando con la N140 e con la N540.

Lo scatto di fabbrica è certamente eccessivo e non è regolabile. Non so se questa scelta sia dettata dal voler vendere successivamente uno staker, ma dai primi colpi si capisce che per ottenere buoni risultati è necessario agire. Personalmente ho preferito accuratizzare lo scatto originale sostituendo le molle e lucidando i piani: ho ottenuto con poche ore di lavoro un peso di scatto di 600 grammi, buono per il tiro di precisione ma pericoloso se si dovesse dedicare l'arma all'utilizzo venatorio.

Attacchi dedicati di buona qualità hanno un prezzo elevato ma sono accessori ai quali non si può prescindere, dato che l'arma arriva nuda. Per quanto riguarda l'ottica, non c'è che l'imbarazzo della scelta, basta avere a disposizione molti quattrini: come si suol dire una buona arma con una buona ottica è complessivamente una buona arma, mentre una buona arma con un'ottima ottica è sicuramente un'ottima arma.

Io non ho velleità di gareggiare al top, essendomi allontanato dalle competizioni non per i risultati che riuscivo ad ottenere, ma per essermi disinnamorato dell'ambiente e dei soggetti che lo frequentano: per me tirare è un piacere, un gioco e un modo per trovare il mio limite, quindi le polemiche, i litigi e l'invidia li lascio più che volentieri a chi non ha di meglio da fare. Oggettivamente non è un bel mondo. Non ho mai partecipato e sottolineo mai, ad una gara dove qualche concorrente chiedesse la revisione del conteggio, in modo più o meno colorito.

Pertanto ho abbinato una BSA, ottica di fascia media, economica (si fa per dire) ma di qualità sufficiente a farmi divertire in poligono, senza sfigurare e spendendo una cifra umanamente sostenibile.

Nell'utilizzo in gara, essendo onestamente un tiratore scarso, sono riuscito a classificarmi spesso tra i primi 15, ma modestia a parte, con questa carabina molti tiratori che dispongono di più tempo di me per allenarsi ancora oggi primeggiano.

Ho comunque iniziato la realizzazione di una calciatura regolabile dedicata, lavoro estremamente lungo e difficile, partendo da una sagoma fatta su compensato a mano libera, ispirandomi a calciature da tiro introvabili in Italia ed estremamente costose. Ho scelto un bel pezzo di noce, solido e ben stagionato, ma ben presto mi sono pentito per l'estrema durezza di questo legno che ne limita molto la lavorabilità. Attualmente il progetto è ai box per mancanza di tempo, ma non escludo di finirlo in tempi relativamente brevi e riprendere le competizioni.

 b_650_250_16777215_00_images_recensioni_Winchester_70_Stealth_stealth_7.jpg

Concludendo, non a caso, il Winchester Stealth II è stato eletto "carabina dell'anno" nel 2004, titolo prestigioso assegnato solo ad armi over the top. Il rapporto qualità prezzo è molto buono, ma dall'ordine alla consegna io ho dovuto aspettarlo quasi 7 mesi, pagandolo addirittura di meno di quando lo avevo ordinato per il cambio euro-dollaro vantaggioso al momento dell'arrivo.

b_650_250_16777215_00_images_recensioni_Winchester_70_Stealth_stealth_8.jpg

Grazie per aver letto queste pagine.

                                                                                                            Ike.



Back                Home