Sovrapposto Armitalia cal 20

 

“Il fucile del Sindaco”

 

 Recensione di JK6.

 

 

 

 Arma fotografata dalla mia collezione privata.



PREMESSA:

 

Non conosco personalmente JK6, al secolo FIlippo. Lo frequento solo via rete. Mi venne indicato lo scorso anno da altri soggetti dal palato fine, raccomandandomelo caldamente sia quale profondo conoscitore delle armi prodotte in Val Trompia mche come persona dalla spiccata disponibilità. Infatti non ricordo di aver mai dovuto attendere lunghi periodi per avere da lui una risposta. Come dicevo, non lo conosco personalmente, ma "a pelle" ho l'impressione che sia un brav'uomo. Una di quelle persone educate che mette sempre in fila le parole giuste, non intervalla parole corrette con vocaboli suggeriti da boria o da supponenza. Per lo meno non lo fa con me. Spero che la sua collaborazione sia duratura, in quanto secondo me ha tante belle cose da raccontare. E io ho tanta vogia di sentirle. L'unico appunto che mi permetto di fargli, con simpatia e amicizia..............Pippo, fai delle foto terribili!

 

Ike

 

 

 

 

 

 

 

 

Anch’io, per le stesse motivazioni esposte da Ike, ho l’abitudine di fare  periodicamente il giro delle armerie e dei vecchi armaioli che conosco per trovare qualche pezzo particolare o ricambi per i miei fucili.

 

Io sono, sicuramente, più fortunato di tanti altri appassionati, perché da più di 30 anni vivo in provincia di Brescia a circa 50 km da Gardone V.T. (“La Mecca”, per chi, come me, è appassionato di armi!).

 

E’ da parecchio tempo che ho fatto presente agli armieri e armaioli che conosco che sono alla ricerca di un sovrapposto in cal. 20.

 

Mi serve per farne doveroso omaggio ad un caro amico e compagno di  caccia calabrese, primo perché so che gli piace e, forse, non può permetterselo e poi perchè ho “un debito di riconoscenza eterno” per il fatto che si mette sempre a mia disposizione tutte le volte che mi reco in Calabria a caccia, ma non c’è stato verso di trovarlo in tutto questo tempo!

 

Adesso che l’ho trovato, non posso regalarglielo perché sono “piacevolmente” obbligato a tenerlo! Vi spiego il perché…….

 

Quest’anno alla festa della Repubblica mi reco a Brescia in Prefettura per assistere alla cerimonia che annualmente si tiene in questa ricorrenza e, durante la cerimonia, vedo qualche fila più avanti, un vecchio signore che si gira a salutarmi con un cenno della mano.

 

Al momento, pur ritenendolo un viso noto, non ricordo chi possa essere, faccio anch’io un cenno di saluto accompagnato da un mezzo sorriso e incomincio a scervellarmi su chi potesse essere quel signore.

 

Sarà la vecchiaia che incalza ma non mi viene proprio in mente.!

 

Alla fine della cerimonia, mentre mi avvicinavo al buffet offerto dal Prefetto, questo signore mi viene incontro con un sorriso e, tendendomi la mano per salutarmi, mi dice: “Dottore, come sta? Non si ricorda più di me vero?  neanche di quel grande favore che mi ha fatto tanti anni fa?”

 

In quel momento, come un fulmine improvviso, mi ritorna alla mente chi era ( appena in tempo per salvarmi da una figuraccia!) ed io, con tono sicuro, rispondo:  “Certo che mi ricordo di lei sig. Sindaco! Come sta? Va ancora a caccia?”  “No” mi risponde “ da quando è mancato il mio compagno di caccia ho smesso…… sono  ormai 12 anni. E poi, sa…. c’è anche l’età”

 

Io, a quel punto, non sapevo cosa dire e solo per non restare a bocca chiusa, gli dico: “ ci pensi su,sig. Sindaco, perché adesso che è pensionato avrebbe più tempo da dedicare al suo capanno, ai suoi richiami e con qualche altro amico potrebbe passare qualche ora in piacevole compagnia e questo aiuta a mantenere gambe e cervello in allenamento”, lui scuote il capo e con fare sconsolato mi dice, in dialetto bresciano : “Duttur, sucche e melù a la so’ stagiù”(Dottore, zucche e meloni nella loro stagione).

 

Si avvicina, mi prende cordialmente sottobraccio e mi dice: “ sono anni che cerco di rintracciarla perché penso di sdebitarmi di “quel favore” che mi ha fatto tanti anni fa, quando ero ancora Sindaco, ed è un po’ di tempo che penso di farle un regalo…….. spero che vada ancora a caccia”-

 

Io confermo che vado ancora a caccia, anche se non con la stessa intensità di un tempo, ringrazio e cerco di convincerlo che non deve sentirsi assolutamente obbligato, di lasciar perdere, che non è proprio il caso perché quello che avevo fatto era poca cosa.

 

Lui insiste e mi chiede se non ho impegni e se posso accompagnarlo a casa.

 

Rispondo che lo accompagno volentieri ma che non voglio alcun regalo.

 

Lungo il viaggio, durato non più di 15 minuti,  è così insistente che mi è sembrato di offenderlo se avessi continuato a rifiutare il regalo che aveva in mente di farmi e che non sapevo ancora……… cosa fosse.

 

Credo di aver avuto un’aria interrogativa che traspariva sul mio volto e che lui abbia capito la situazione di disagio  in cui mi trovavo.

 

A quel punto mi dice “guardi che il regalo che ho in mente di farle è poca cosa, è solo uno dei miei fucili che ho il piacere di farle omaggio e se lo accetta volentieri potrà tenerlo  come mio ricordo e riconoscenza”

 

Io lo ringrazio infinitamente e, a quel punto, gli faccio presente che lo accetto solo per avere un suo ricordo, ma la verità sincera è che lo ricordavo con in spalla il suo “fido” Breda Q.C. a lungo rinculo e siccome ero già possessore di ben tre modelli analoghi, di un eventuale “quarto” non avrei saputo cosa farmene!

 

Il “Sindaco”(oramai in pensione da anni) una volta arrivati a casa mi fa accomodare ,mi presenta alla moglie e la prega di prepararmi un caffé che consumiamo assieme chiacchierando e ricordando “quel favore ricevuto” che, a suo dire, lo aveva “liberato” dall’angoscia di essere messo sotto giudizio della Corte dei Conti e che consisteva in una relazione che avevo preparato e consegnato per essere inviata alla Corte stessa, al fine di fornire i chiarimenti richiesti e risolvere, in istruttoria, un procedimento a suo carico. Di fatto poca cosa, ma da lui, signore all’antica, ritenuta di “vitale importanza”!

 

Dopo aver bevuto il caffè, si alza scusandosi, dal divano del salotto dove eravamo seduti, va nella stanza accanto e ritorna con tre foderi imbottiti, li appoggia sul tavolo, apre il primo e tira fuori il suo fido Breda a L. R., apre il secondo ed estrae una vecchia doppietta artigiana a c.e. in cal. 16, apre il terzo ed estrae un sovrapposto Armitalia in cal 20 (quasi immacolato).

Voltandosi verso di me, mi chiede di sceglierne uno a mio piacimento tra il Breda e l’Armitalia perché purtroppo (dice lui) la doppietta l’aveva promessa al figlio del suo amico e compagno di caccia scomparso.

 

Sinceramente, al momento, non mi sembrava vero di trovare per caso un sovrapposto in cal. 20 in così ottime condizioni (da anni cercato e mai trovato) e, per di più, regalato!

 

 

 

 E già, la mia scelta l’avevo fatta….. “al volo” perché del Breda a L. R.  non sapevo proprio cosa farmene!

 

Sono un po' impacciato, farfuglio qualcosa d’incomprensibile e gli faccio intendere che preferisco il sovrapposto “solo per il calibro” in quanto mi mancava, mentre di semiauto Breda ne avevo tre uguali ed averne uno in più non arricchiva la mia modesta collezione.

 

Lo prendo in mano, imposto alla spalla e mi accorgo che “mi cade” benissimo, sembrava fatto “su misura” per me!

Esclamo: Perfetto, è bellissimo! Mi calza come un vestito! E lo rimetto in mano al Sindaco.

 

Il “Sindaco” lo ripone amorevolmente nel fodero imbottito, lo chiude e, unitamente alla denuncia, me lo mette sulle mani dicendomi: “ Sono sicuro che ne farà buon uso e che lo terrà sempre in ordine, perché lei, come me, ama le armi da caccia.    Mi pensi quando con questo fucile prenderà il primo tordo della stagione!”  

 

 

 

 

 

 

 

Io lo ringraziai e gli dissi che non solo lo avrei pensato, ma che, durante la stagione, gli avrei fatto omaggio di qualche tordo da far “lo spiedo”da gustare con figli e nipoti.

 

Lui mi rispose che mi ringraziava, ma che non poteva più mangiar lo spiedo per problemi di colesterolo, trigliceridi e………..denti e che i nipotini preferivano il pollo arrosto del macellaio sotto casa!

 

Mi accomiatai dal Sindaco ringraziandolo ancora per il pensiero che ha avuto, per il caffè e per la piacevole chiacchierata intercorsa.

 

Stupito, ma felice dell’accaduto feci rientro al paesello dove abito e senza passar da casa andai dritto alla Caserma dei Carabinieri a fare la mia denuncia di “acquisto” arma.

 

Questo bellissimo sovrapposto del quale, come si può facilmente intuire, non potrò privarmene nemmeno in favore del “meritevole amico” calabrese, è così entrato a far parte della mia modesta collezione ed anche se non è di marca blasonata, come altri in mio possesso, vi posso garantire che avrà un posto di tutto rispetto nella mia fuciliera e nel…...mio cuore!

 

Per quanto sopra ho giurato a me stesso che da quest’anno e per tutti gli anni che avrò la fortuna di cacciare (con questo o con altri fucili), il primo tordo della stagione che prenderò, sarà sempre: “il tordo del Sindaco”!

 

 

 

Caratteristiche Tecniche:

 

E’ stato prodotto nel 1985  (AN)

Le canne sono di 70 cm, pesano Kg. 1,280, sono forate 15.9 entrambe; ha camera di 70mm; le strozzature  indicate sono:  la prima canna (***) e   la seconda (*).

Sulle canne è riportata la dicitura “Armitalia di Lucchini  - Ponte Zanano V.T. – Brescia”;

 

E' un bigrillo, con scatti morbidi ed estrattore manuale.

Non è inciso, ma ha lavorazioni di fotoincisione sulla bascula.

 

 

 

 

 

Grazie per aver letto queste pagine.

                                                                                                                                                    JK6.